La PigrecoTechnology seleziona Farmacisti e tecnici per conto di importante azienda farmaceutica

Science and medical research sample analysis

Un’importante azienda farmaceutica che ha mostrato l’intenzione di espandersi nel sud-Italia ha incaricato la PigrecoTechnology di selezionare ricercatori nel settore provenienti possibilmente dalla zona di interesse. L’associazione fiera della fiducia dimostrata inizierà una campagna di reclutamento nel mese di Settembre, analizzando curricula ed attraverso contatti con le maggiori università del meridione.

Le figure professionali richieste afferiscono a diversi profili nel settore e, in taluni casi, non presuppongono particolari esperienze pregresse. È un ulteriore segnale incoraggiante per una nazione che tenta di uscire a testa alta da una crisi che l’ha vista sull’orlo del baratro e che oggi, finalmente, sembra riprendersi.

Sei un ricercatore del settore? Sei un neo-laureato senza esperienza? Invia il tuo C.V. all’indirizzo e-mail info@pigrecotechnology.it.

Biblioteca della conoscenza

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Pubblica la tua tesi di laurea o un tuo saggio.

La rivista scientifica “PIGRECO TECHNOLOGY MAGAZINE” vuole dare la possibilità a tutti i ricercatori, di qualsiasi livello, di pubblicare le proprie ricerche.

VUOI PUBBLICARE LA TUA TESI DI LAUREA, UN TUO ARTICOLO O UNA RICERCA?
Finalità del Progetto
La rivista scientifica “PIGRECO TECHNOLOGY MAGAZINE” vuole dare la possibilità a tutti i ricercatori, di qualsiasi livello, di pubblicare le proprie ricerche. A tal fine è stato avviato un progetto di divulgazione che prevede la pubblicazione di articoli, tesi di laurea o di specializzazione, o report di ricerche, la realizzazione di un archivio consultabile gratuitamente da tutti coloro che fossero interessati all’argomento. Il progetto intende quindi realizzare una sorta di banca dati scientifica, che possa essere una solida base da cui partire per sviluppare nuove ricerche e per favorire la crescita professionale e culturale nel campo della ricerca. Il risultato concreto sarà un archivio consultabile gratuitamente sul nostro sito, con ricerche semplici ed intuitive, attraverlo le quali sarà possibile accedere agli articoli, agli studi e ai risultati di ricerche effettuate da professionisti, dottori e ricercatori.
“Mettere a disposizione di tutti la conoscenza è l’unico modo per avanzare nel progresso e nella ricerca.”
Perchè aderire
Aderire è importante

  • Perchè condividere i propri studi favorisce la crescita comune della ricerca;
  • Perchè lo studio e l’impegno di ognuno è un dente di un ingranaggio fondamentale del motore del progresso;
  • Perchè è senza dubbio un importatne occasione per arricchire il proprio curriculum, “π Technology Magazine” è una rivista scientifica legalmente riconosciuta e come tale, pubblicazioni su di essa possono essere considerate titoli e punteggio in numerosi accessi a specifici ambiti lavorativi;
  • Il sito della π Technology è una vetrina interessante per coloro che ricercano personale specializzato in determinati settori. Forse già lavori, forse cerchi un impiego, la pubblicazione dei tuoi studi potrebbe essere la chiave per nuove opportunità;
  • Perchè dimostrare le proprie capacità deve essere un orgoglio, la cultura è sostanza e deve dimostrarsi laddove sembrano contare solo le apparenze.
Come aderire

Se hai una tesi, un’articolo, o un report che ritieni essere d’interesse comune aderisci al progetto in 4 semplici passi.

  • Scarica il modulo di richiesta;
  • Invia il modulo compilato e l’elaborato in formato PDF all’indirizzobibliotecaconoscenza@pigrecotechnology.it, una commissione di esperti lo analizzerà e, se ritenuto valido ti contatterà;
  • Se contattato, e avendo dichiarato la volontà nel modulo di richiesta, sarai iscritto all’albo dei ricercatori della π Technology. L’iscrizione non dà titolo di retribuzione (l’Associazione non è a fini di lucro), non comporta alcun tipo di impegno, potrà essere oggetto di benefit con Enti convenzionati, sarà certificata qualora inserita in curriculum. Il certificato attesterà la partecipazione ad un progetto di ricerca dell’Associazione. L’iscrizione è revocabile in qualsiasi momento mediante una semplice e-mail;
  • Se accettato il tuo elaborato sarà comunque pubblicato, archiviato e tale pubblicazione sarà certificata dalla rivista scientifica per gli usi consentiti dalla legge.

N.B.: Per procedere alla pubblicazione è necessario un piccolo contributo pari a € 150,00 a titolo di rimborso spese (spese burocratiche, di pubblicazione, etc.) da versare solo dopo che l’elaborato sarà stato valutato e ne sarà stata decisa la pubblicazione. L’Associazione non è ai fini di lucro, nessuno “guadagnerà” dal tuo lavoro e non esistono dipendenti retribuiti. Inoltre, per trasparenza, a fine anno saranno pubblicati i bilanci sul sito, a dimostrazione delle spese.
In pratica una volta spedita la mail, riceverai una risposta che ti dirà se la tua tesi è stata accettata o scartata; qualora sia stata accettata ti sarà richiesto di procedere con il bonifico per finalizzare la pratica di pubblicazione.

Il Progetto di Ricerca
Punto Per vedere le tesi di laurea già pubblicate consulta l’archivio pubblicazioni

UN GRANDE PROGETTO DI FORMAZIONE IN COLLABORAZIONE CON IL CENTRO STUDI ADAM SMITH

Close-up of a graduation cap and a diploma with ribbon

La Pigreco Technology, continua nella sua opera di associazione dedita alla ricerca, alla formazione ed allo studio. In tal senso ha stretto una preziosa collaborazione con il centro studi Adam Smith, con il quale ha condiviso una vasta proposta formativa orientata in gran parte  alla preparazione professionale  ed ha fornito consulenza per la scelta delle metodologie e delle più avanzate ed efficaci tecniche didattiche.

Visitate il sito del centro studi Adam Smith:www.centroadamsmith.com

Teoria dei Frattali per L’Elettromagnetismo

Tipo Elaborato: Tesi di Laurea          Download:   Tesi Completa

Autore: Dott. Francesco Bongiovanni                            

Università Sapienza di Roma

 

Obiettivo
Attraverso uno sviluppo di tipo Bottom-Up ho descritto:

Metodo
• i concetti di Frattale e Geometria Frattale, introdotti da B.Mandelbrot ( ricercatore presso la IBM ), corredati da formulazioni analitiche e immagini esemplificative.
• le antenne con geometria frattale e le relative proprietà spettrali ed elettromagnetiche.
• gli Algoritmi Genetici e il loro impiego per la costruzione di Array di Antenne

 

Lo sviluppo di Sistemi di Antenna efficienti in Banda e Dimensione è la sfida del futuro. La miniaturizzazione dei dispositivi è importante per la riduzione di peso e per il consumo energetico, ma ad ordini di grandezza molto piccoli si manifestano effetti quantistici di notevole rilevanza. Lo sviluppo di questa trattazione rappresenta quindi uno stimolo, un punto di partenza per ulteriori approfondimenti e domande.

 

“I sistemi di comunicazione cellulari, la navigazione satellitare, i sistemi
di immagine diagnostica come gli ecografi, i radar SAR, o i comuni router
wi-fi sono accumunati da un elemento: l’Antenna. Questo strumento si
utilizza per inviare e per raccogliere energia elettromagnetica nel/dallo
spazio circostante.
Gli attuali sviluppi tecnologici mostrano un notevole interesse verso la
miniaturizzazione di questi dispositivi e una gestione di bande sempre più
ampie. La geometria frattale cerca di fornire una risposta per il
soddisfacimento congiunto di questi due aspetti.
Nel presente elaborato il primo capitolo è dedicato alla descrizione, a
carattere prevalentemente analitico, delle trasformazioni affini, del loro
legame con le forme frattali e di una modalità di costruzione di
quest’ultime nota come Teoria IFS. Nel capitolo due vengono visionati
diversi metodi per il disegno di elementi di antenna e di array”.

Profili evolutivi del principio di specialità nell’applicazione delle sanzioni tributarie

Tipo Elaborato: Tesi di Laurea          Download:  Tesi Completa

Autore: Dott. Alessandro D’Aniello                             

Università degli Studi di Bari

L’obiettivo di questa trattazione è quello di esaminare, nella maniera più esaustiva possibile, i profili evolutivi del principio di specialità nel diritto tributario domestico, alla luce del principio del ne bis in idem così come disciplinato dal diritto comunitario ed elaborato da alcune recenti pronunce sia della Corte di Giustizia dell’Unione Europea (CGUE) che della Corte Europea dei diritti dell’uomo (CEDU).
Nel primo capitolo si procederà a delineare le caratteristiche del principio di specialità, prima nell’ordinamento giuridico in generale e di seguito nello specifico settore tributario, ovviamente in tutte le sue declinazioni e deroghe, utilizzando un approccio per così dire “manualistico” all’argomento, senza tra l’altro dimenticare le recentissime modifiche apportate dal d.lgs. n. 158/2015 (di revisione del sistema sanzionatorio) al d.lgs. n. 74/2000. Nonostante tale approccio, non si potrà fare a meno di percepire già alcune incongruenze del sistema che, come meglio si argomenterà nel corso dei due successivi capitoli, hanno contribuito alla crisi del principio, anche alla luce di quanto elaborato dalle Corti europee in tema di ne bis in idem. E sarà proprio questo il focus del secondo capitolo, ovvero cercare di comprendere come il principio del ne bis in idem sostanziale sia stato delineato nello spazio giuridico europeo, sia dal punto di vista normativo sia dal punto di vista giurisprudenziale. Verranno prese in considerazione alcune importanti sentenze della Corte di Giustizia dell’Unione Europea e della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo, con particolare attenzione alla famosa sentenza Grande Stevens contro Italia (sentenza del 4 marzo 2014 della Corte Europea dei Diritti dell’Uomo), considerata a buon titolo un vero e proprio leading case per la sua completezza argomentativa. I principi affermati in tutte le sentenze che verranno esaminate sprigionano una forza dirompente anche per il nostro sistema giuridico. Il “vento” di civiltà che si alza da quei principi, infatti, è in grado di rovesciare molti dei piani di ragionamento formalistici ai quali si era finora prestato ossequio e impone di ripensare alcuni modelli coi quali, storicamente, si era inteso non solo graduare la reazione punitiva dello Stato e disciplinare i rapporti tra processo penale e procedimento e processo tributario, ma anche si era cercato di tutelare, con scelte talvolta improvvide, l’”interesse fiscale” dello Stato stesso, assertivamente ritenuto prevalente rispetto ai diritti dei singoli. E ci avviamo quindi al terzo capitolo, dove si avrà modo di discorrere delle ricadute sul sistema sanzionatorio domestico dei principi enunciati dalle corti europee in tema di ne bis in idem. Anzitutto non si potrà non constatare la crisi del principio di specialità tra sanzioni amministrative e penali, laddove, è innegabile che l’art. 19 del D.Lgs. n. 74/2000 appare oggi una norma sostanzialmente disapplicata. Nella pratica è frequente infatti l’attuazione congiunta e cumulativa delle sanzioni penali e di quelle amministrative; ciò per diversi ordini di fattori: innanzitutto, così come già anticipato, perché vi sono previsioni che derogano espressamente al modello della specialità delineato dall’art. 19. Grazie agli apporti di numerosi studiosi della materia, si avrà, inoltre, modo di notare come in realtà i due principi (di specialità domestico e ne bis in idem europeo) operano su un piano completamente diverso e non sono tra loro sovrapponibili. La Corte di Cassazione, pur dopo le indicazioni della Corte EDU nella citata sentenza Grande Stevens c. Italia, non è riuscita a cogliere tale fondamentale distinzione, attestandosi su posizioni fortemente restrittive al riguardo e confermando in alcune recenti sentenze che verranno esaminate la legittimità del doppio sistema sanzionatorio nello specifico tema di omesso versamento di ritenute2. Ed è questo un secondo fattore che ha portato alla crisi del principio di cui si discorre. Nemmeno il nostro legislatore è riuscito a recepire i principi affermati dalla Corte EDU sul ne bis in idem, nonostante la legge delega n. 23 del 20143 sarebbe stata un’ottima occasione per ristrutturare il sistema sanzionatorio tributario dalle fondamenta. Autorevole dottrina4, già prima dell’emanazione del d. lgs. 158 del 2015, sosteneva che la delega sarebbe stata purtroppo condizionata dalla limitata portata e dalla timidezza della legge delegante, che appariva poco incisiva rispetto alle esigenze da soddisfare per rendere realmente equo il processo tributario. Effetto che si sarebbe potuto ottenere solo se si fossero tenuti nel debito conto i principi della Corte EDU. Ed in effetti, così come preannunciato, il recente intervento, recante “revisione del sistema sanzionatorio, in attuazione dell’articolo 8, comma 1, della legge 11 marzo 2014, n. 23”, lascia in piedi tale sistema nelle sue strutture portanti, con misure poco incisive, facendo prevalere la sensazione di “un’occasione di riforma mancata”.

Reti innovative per lo sviluppo di modelli di calcolo collaborativo nella diagnostica oftalmica

Tipo Elaborato: Tesi di Laurea          Download:   Tesi Completa

Autore: Ing. Roberta Altomare                              

Politecnico di Bari

I database sono molto più che archivi, in quanto non consistono in semplici elenchi o tabelle. I database consentono, per mezzo di particolari applicazioni software, la gestione dei dati che sono in essi suddivisi a seconda degli argomenti. Il database offre la possibilità di compiere diverse operazioni sui dati, come il recupero, l’organizzazione, l’analisi e il riassunto, oltre a permettere nuovi inserimenti, cancellazioni e aggiornamenti [Cas11]. La creazione e la gestione di un database necessita di molte operazioni e del coinvolgimento di diverse figure professionali; si possono anche presentare inconvenienti legati alla natura distribuita dei dati e/o a difficoltà normative. Queste problematiche si ritrovano in medicina, dove c’è necessità di un ambiente collaborativo che gestisca l’alta densità di dati prodotti che devono essere archiviati e processati [Sim15, Gri15, Tru13, Cas11, Bel07]. I database medici hanno natura distribuita e presentano problemi di privacy e di proprietà delle immagini, ma risultano fondamentali per i programmi di screening [Sim15, Tru13, Bel07]. Infatti le metodologie di elaborazione delle immagini utilizzate in questi contesti, necessitano di risorse dinamiche e scalabili, e spesso il loro sviluppo presenta limitazioni legate alla mancata disponibilità di un ampio e vario set di immagini per l’addestramento e di riferimenti per la loro convalida. Queste problematiche si presentano a causa dei già citati ostacoli normativi e di proprietà, e delle dispendiose e laboriose operazioni che intervengono nella creazione dei database stessi [Sim15, Tru13, Gri15]. Per questi motivi il presente lavoro affronta tali difficoltà con reti innovative per lo sviluppo di modelli di calcolo collaborativo nella creazione di database per la diagnostica oftalmica. Si gestirà la creazione di un database di retinografie classificate per l’addestramento e di un database di riferimenti utili per la validazione, ognuno adeguatamente strutturato. Per il raggiungimento di tale obiettivo si parte dal presupposto che la realizzazione e la gestione di database che contengano molte utili informazioni, necessita della creazione di un complesso sistema in cui confluisca il lavoro di specifiche figure mediche e non. Da questa analisi deriva che il sistema può essere pensato come una struttura di rete collaborativa, modellata al fine di raggiungere l’obiettivo prefissato. Infatti, le reti, intese come strutture naturali fondamentali [Yan12, Boc06, New03, Wan03], costituiscono oggi sistemi complessi che collegano gli individui in modi diversi in tutto il mondo. Ogni tipo di rete, che sia biologica, tecnologica, di informazione o sociale, si costituisce per soddisfare specifiche necessità. Nel contesto in esame risultano di particolare rilevanza le reti di tipo sociale che permettono l’interazione tra persone o gruppi di persone. Le reti collaborative sono in genere reti di affiliazione in cui i partecipanti collaborano in gruppi di tipologie diverse per conseguire un determinato obiettivo. Inoltre, lo sviluppo tecnologico ha reso possibile la transizione dei gruppi di lavoro su spazi virtuali [Bre10], permettendo di avviare quel lungo processo evolutivo che ha condotto al concetto di Virtual Organization. Le reti di tipo Virtual Organization, diffuse in tutto il mondo e in particolar modo in Europa [Cas15, Ban05, Gae05, Bel07, Fos01], possono essere 2 definite da gruppi di individui e/o istituzioni che collaborano per un comune interesse e attraverso determinati protocolli, condividendo risorse quali processori, dati, servizi e altro, anche se geograficamente distribuiti. La natura di queste architetture di reti organizzative è flessibile e ben si adatta a scenari che differiscono per numero di partecipanti, tipologia di attività, durata, entità dell’interazione, e risorse condivise. Per questi motivi si intende qui modellare reti innovative di tipo Virtual Organization per lo sviluppo di database specifici, per gestire in modo più efficace ed efficiente il lavoro degli individui coinvolti e risolvere le problematiche derivanti dalle operazioni insite nei processi stessi di realizzazione. In questa tesi saranno proposti modelli di rete collaborativa, ognuno configurato in modo tale da consentire la realizzazione di un database. Si considereranno i ruoli professionali necessari al raggiungimento dell’obiettivo e si creeranno i giusti collegamenti tra questi per permettere lo sviluppo del flusso delle diverse operazioni; saranno anche proposti modelli di dati che comprendano opportuni metadati per consentire di effettuare ricerche mirate sui database; si stabiliranno importanti regole di condivisione che definiscano chiaramente e attentamente: cosa può essere condiviso in termini di immagini e di informazioni ad esse relative, chi ha il permesso di condividere considerando tutte le figure coinvolte interne ed esterne all’organizzazione, e le condizioni in cui avviene la condivisione stessa. Questi aspetti risultano fondamentali nella gestione di dati sensibili, quali i dati medici che, come detto, sono difficili da maneggiare a causa dei problemi di privacy e di proprietà. A questo proposito i contenuti dei database saranno strutturati con molta attenzione, per soddisfare le richieste di sicurezza, proteggendo i dati sensibili da utenti non autorizzati. Per sostenere il flusso di lavoro nell’ambiente collaborativo creato si ricorrerà alla tecnologia del workflow che permette di gestire la sequenza delle attività necessarie per il raggiungimento di un obiettivo [Cas15]. La tecnologia del workflow risulterà fondamentale nello sviluppo del lavoro per la realizzazione dei database. Si suddivideranno i diversi processi di creazione in fasi adeguate e si organizzeranno i diversi compiti, in modo tale da assicurare sia la giusta successione delle operazioni sia l’introduzione di momenti di verifica che garantiscano l’accuratezza dei dati inseriti nei database. La tecnologia del workflow permetterà di supportare efficacemente il flusso di lavoro tra i diversi ruoli, assicurando che ogni nuovo contenuto venga prodotto dal profilo corretto. Nell’ambito dei modelli di rete collaborativa per la creazione di database di retinografie classificate e di immagini di riferimento, si presenta un nuovo modello di rete collaborativa di natura oftalmica che permette la creazione di ulteriori database. Si propone che questi database contengano immagini retinografiche elaborate suddivise per patologia. La loro creazione sarà basata sull’interazione tra il lavoro di produzione di immagini elaborate ad opera degli utilizzatori dei due database precedentemente citati ed il puntuale lavoro di controllo effettuato dai componenti dell’organizzazione virtuale presentata. A tal proposito, verrà fornita una indicazione metodologica per la generazione di un database nell’ambito 3 della retinopatia diabetica attraverso lo sviluppo di un archivio di immagini per il riconoscimento di vasi retinici. Questo ulteriore modello di rete evidenzia i punti di forza del lavoro presentato, in quanto la collaborazione tra tutte le figure coinvolte, interne ed esterne all’organizzazione, genera una continua espansione dei database, mantenendo l’alta qualità dei contenuti e la facilità di accesso e di utilizzo. Queste caratteristiche sono espressione della natura innovativa dell’ambiente presentato e dei database così strutturati nell’ottica di contribuire a fornire un supporto efficace nell’evoluzione della diagnostica oftalmica.

A Sentimental Journey, quasi una parodia del Grand Tour

Tipo Elaborato: Tesi di Laurea          Download:     Tesi completa  

Autore: Dott.ssa Caterina Salvemini                               

Università degli studi di Bari

Non esistono viaggi, bensì viaggiatori; non mete, ma modi di percorso.

Con queste parole il primo eminente traduttore italiano di A Sentimental Journey, Foscolo, descrive il Grand Tour sentimentale dello scrittore inglese. Per Sterne, infatti, il viaggio di formazione tipico dei rampolli del Settecento non era tanto un viaggio  ̔ fisico ̕  ma un percorso interiore di crescita, un viaggio introspettivo dei personaggi, un’avventura senza limiti di spazio e di tempo in cui i sentimenti sono i protagonisti. Il viaggio descritto è centrato prevalentemente sulla ricerca di sé, sull’osservazione del microcosmo, del dettaglio, di elementi quotidiani. Sterne in A Sentimental Journey descrive le diverse tipologie di travellers, definendoli idle, inquisitive, proud e sentimental, cioè indolente e curioso, fiero e sentimentale, aggettivi contrastanti che mettono da subito, in primo piano, la complessità dell’opera, del traveller e delle situazioni descritte, come è possibile notare nell’analisi delle diverse voci del dizionario sentimentale, partendo dalla figura dell’asino fino al momento della partenza o delle relazioni sentimentali.

Writing, when properly managed, (as you may be sure I think is mine) is but a different name for conversation. (Scrivere, quando è fatto come si deve, come potete star certi che ritengo di fare io, è solo un modo diverso di conversare). Come questa frase di Sterne spiega, la sua scrittura è rapida, simile alla conversazione, l’opera non segue uno sviluppo logico- cronologico ma rappresenta la realtà attraverso le idee del protagonista. La tecnica utilizzata da Sterne è la digressione, l’autore slabbra il tessuto narrativo e, così facendo, si pone l’obiettivo di  non arrivare mai ad una conclusione perché la fine dell’opera indicherebbe per Sterne la morte dei personaggi e dei sentimenti.

Le digressioni analizzate nell’opera sono di tre tipi: lessicale, sintattica e narrativa. A livello lessicale la digressione riguarda la proliferazione di sinonimi, l’espansione di un concetto attraverso termini che ne spieghino il significato nel dettaglio, con lo scopo di ritardarne la definizione. Si tratta di una esplorazione del lessico presente in alcuni capitoli dell’opera, come per esempio la descrizione del paesaggio e delle difficoltà vissute in carrozza a causa di sentieri tortuosi, voragini e burroni che rendono il viaggio scomodo. La sua continua ricerca di sinonimi gli permette di scandagliare i meandri della lingua e di scoprire le diverse sfaccettature di ogni termine.

La digressione sintattica, invece, parte sempre dal rapporto di ritardo- espansione, ovvero di difesa dalla fine del racconto e attacco con l’inizio di nuove sensazioni ed esperienze da vivere. Questa digressione si sviluppa con una serie di subordinate e con la formazione della paratassi, infatti lo scrittore si allontana dal centro dell’informazione e rende importante ciò che potrebbe essere comune e superfluo. Infine la digressione narrativa segue sempre i due movimenti di ritardo ed espansione ma si realizza con l’inserimento di personaggi e aneddoti  che non seguono una linea narrativa del racconto, come per esempio il capitolo dedicato all’incontro con il  cavaliere: in questo caso lo scrittore descrive la figura dell’uomo, la sua storia e i sentimenti provati.

Attraverso queste tecniche Sterne instaura con il lettore un rapporto di aspettativa e delusione, lo domina e insieme intraprendono un viaggio intimo, di conoscenza profonda di se stessi. Un percorso che è rappresentato nella scrittura come forma alternativa di comunicazione, mai lineare e sempre faticosa. Ecco perché  A Sentimental Journey è quasi una parodia del Grand Tour, ovvero racconta di un viaggio ma introspettivo, ricco di esperienze e di emozioni, alla scoperta di un mondo sconosciuto, della parte nascosta di sé.   

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L’energia oscura esiste e rappresenta il 74% dell’Universo

Universo

L’energia è definita come quell’energia misteriosa che riempie l’universo e provoca l’accelerazione delle galassie. L’operazione Cosmos (Cosmological Evolution Survey) lo ha provato definitivamente attraverso un’imponente osservazione effettuata per mille ore su oltre 400.000 isole stellari con il telescopio spaziale Hubble.

La scoperta dell’energia oscura è recente, risale al 1998, e da allora ha significato un’importante punto di partenza per nuovi studi sulla conoscenza del cosmo. È la soluzione teorica per spiegare l’accelerazione uniforme dell’espansione dell’universo. L’ energia oscura ha la caratteristica della pressione negativa intrinseca nell’espansione. Applicando questa logica all’osservazione, la “piattezza” apparente osservata, della geometria dell’universo, suggerisce che il rapporto di pressione e densità dell’ energia oscura è –1 avendo a che fare con pressione negativa (equazione di stato dell’ energia oscura).

È stato calcolato che il 74% dell’universo è composto da questa energia oscura alla quale si aggiunge un 22% di materia oscura. Questo significa che solo il 4% dell’universo è visibile ed a noi, solo in parte noto nella sua composizione.

Se da un lato sappiamo che la materia oscura contribuisce con una maggiore gravità su una piccola scala cosmica, dall’altro, gli studi effettuati sull’energia oscura hanno dimostrato che il suo effetto è su una scala nettamente maggiore. Proprio dallo studio di questi effetti è stata provata l’esistenza dell’energia oscura.

Il Professor Benjamin Joachimi emerito dell’Università di Bonn e facente parte  del gruppo internazionale di scienziati coinvolto nella ricerca ha spiegato che l’energia oscura influisce sulle rilevazioni astronomiche misure per due ragioni, in primo luogo, la sua presenza provoca una crescita più lenta dei gruppi di galassie, poi cambia il modo nel quale l’universo si espande distorcendo più vistosamente le galassie più lontane. Per l’operazione di rilevazione di questa distorsione è stata impiegata l’Advanced Camera for Survey del telescopio orbitale e ha riguardato un’ampia porzione di cielo.

L’energia oscura, il cui nome è stato coniato dal cosmologo Michael Turner, fu già prefigurata da Albert Einstein in quella che lui chiamava la «costante cosmologica» funzionale per contrastare gli effetti della forza gravitazionale e per far quadrare i conti con l’idea di un universo stazionario. Quando Edwin Hubble nel 1929 scoprì l’espansione dell’universo, Einstein definì la sua costante come «il più grande errore». Invece avevano ragione tutti e due poiché l’accelerazione esiste e proprio il telescopio che porta il nome di Hubble oggi lo conferma.

 

di: Dott. Francesco Marzotti

Scoperti i Neuroni che indicano la direzione

neuroni

Scoperti i neuroni “navigatori” che danno la direzione ai nostri viaggi e che ci aiutano a capire quale direzione dobbiamo prendere, per esempio su strade circolari come il grande raccordo anulare di Roma. E’ il risultato di uno studio condotto all’università di Philadelphia e pubblicato sul “Proceedings of the National Academy of Sciences”.

I “neuroni della direzione” integrano le informazioni codificate dai già noti “neuroni di posizione” e aiutano a capire il senso, orario o antiorario, di un percorso. Gli esperti, diretti da Michael Kahana, hanno scoperto i “neuroni della direzione” nella corteccia entorinale (EC) che è una parte dell’ippocampo.

I neuroni di posizione si trovano anch’essi nell’ippocampo, e aiutano a localizzarci nello spazio. I nuovi neuroni “tom tom”, invece, si attivano espressamente a gruppi ben definiti a seconda della direzione del nostro moto. Gli esperti lo hanno scoperto facendo compiere un viaggio con un ‘taxi-virtuale’ a un gruppo di pazienti con elettrodi impiantati nel cervello.

Le correnti registrate dagli elettrodi, impiantati a questi pazienti in preparazione di un intervento di neurochirurgia, mostrano che un gruppo di questi neuroni di direzione si accende quando il taxi virtuale è guidato in senso orario su una strada circolare cittadina; se la guida è in senso antiorario, invece, i neuroni rimangono spenti.

Questi neuroni, quindi, insieme a quelli di posizione sono essenziali per muoverci nello spazio e capire se la direzione presa è quella giusta.

 

Di: Dott. Giovanni CAMMARATA

LA CONNESSIONE TRA PROCEDIMENTO ORDINARIO E MILITARE

 

Tipo Elaborato: Tesi di Laurea          Download: Tesi di laurea

Autore: Dott Walter Rauseo 

Università degli Studi “Aldo Moro” di Bari

 

Scopo del presente lavoro è di presentare e spiegare un istituto di diritto processuale penale che a volte capita di trovare nella pratica giudiziaria, ma che è poco conosciuto nell’ambito dottrinario e negli studi universitari: la  connessione tra procedimenti ordinari e militari.

Premesso un excursus storico sul tema della connessione, si spiegherà, nel primo capitolo, la disciplina di tale istituto prevista dal codice di rito, per poi passare a esaminare la connessione  tra reati comuni e reati militari e il rapporto che sussiste tra la giurisdizione comune e quella militare alla luce della vigente normativa processuale.

Nel secondo capitolo si esaminerà la disciplina del reato militare in base alla Costituzione, per poi confrontarlo con il reato comune, evidenziando in dettaglio le differenze e le similitudini tra i due istituti. Questo paragone sarà utile per poi esaminare, in primis, gli effetti sulla competenza e giurisdizione in genere, e poi più in dettaglio gli effetti sulla competenza del giudice ordinario e del giudice speciale.

Nel terzo e ultimo capitolo, infine, si passerà alla disamina di alcuni casi giurisprudenziali di particolare importanza e delle soluzioni adottate dalle Supreme Corti, evidenziando l’evoluzione che la giurisprudenza di legittimità ha subito nel corso dell’ultimo ventennio, ponendo a confronto i vecchi e nuovi orientamenti giurisprudenziali, frutto dell’evolversi, sul piano prettamente giuridico, della figura del militare alla luce del nuovo contesto sociopolitico.

Nelle osservazioni conclusive, dopo una sintesi generale del tema trattato, ci si soffermerà su soluzioni che potrebbero essere prese in considerazione per risolvere sia il problema delle funzioni della giustizia militare, dibattendo sul caso o meno di tenerli aperti, e l’annoso problema della lenta giustizia che da decenni affligge il nostro sistema giudiziario.

Scarica la Tesi completa

nuovi materiali: il Metaflex

Il Metaflex è un metamateriale molto flessibile ed invisibile.

I metamateriali sono quei materiali in grado di deviare il cammino delle radiazioni rendendo così invisibili oggetti che eventualmente rivestono.

Non è un film di fantascienza, ma una concreta realizzazione compiuta da un gruppo di ricerca presso l’Università di St. Andrews in Scozia.

Sul New Journal of Physics, che ha pubblicizzato per primo lo studio è riportato che l’incredibile elasticità del materiale, “lascia correre l’immaginazione ad oggetti dal sapore fantascientifico, come vestiti capaci di celare completamente chi li indossa”.   Trovare il modo di nascondere gli oggetti nello spettro della luce visibile è sempre stato un obiettivo molto ambito da diverse equipe di scienziati. I primi successi arrivarono con la realizzazione di materiali “artificiali” con particolarissime caratteristiche elettriche e magnetiche. Questi materiali, detti appunto meta-materiali, devono le loro proprietà alla struttura geometrica degli atomi che ne compongono le molecole; in pratica sono in grado di far passare una radiazione elettromagnetica attorno ad un oggetto facendolo sfuggire all’incidenza ed alla riflessione di una radiazione. In questo modo, un qualsiasi oggetto diviene praticamente invisibile perché sfugge all’incidenza. Sino ad oggi, i ricercatori hanno realizzato meta-materiali “invisibili” alle microonde ed ai raggi infrarossi. La ricerca scozzese ha dato il via alla realizzazione di materiali “invisibili” alla luce visibile.

La difficoltà nel rendere un oggetto trasparente alla radiazione luminosa è insita nel fatto che si deve lavorare su geometrie infinitamente piccole, particelle in grado di interagire con lunghezze d’onda dell’ordine di poche centinaia di milionesimi di millimetro (nanometri).

Una seconda difficoltà, oltre quindi al quella dimensionale, è stata riscontrata nel dover  progettare metamateriali che fossero flessibili, non rigidi, in modo tale da poter essere utilizzati per realizzare oggetti dotati di molta elasticità. L’equipe di ricerca è riuscita a superare queste due difficoltà che avevano impedito la realizzazione di metamateriali con queste caratteristiche. Attualmente l’unico prototipo realizzato è costituito da un quadratino di pochi millimetri quadrati con uno spessore di quattro micrometri. Il quadratino riesce a rendere trasparenti gli oggetti alla luce. Sono attualmente in fase di analisi e studio le caratteristiche del Metaflex in differenti condizioni come ad esempio in caso di piegature.

L’invenzione apre la strada a numerosissimi impieghi da quello militare ad una nuova classe di lenti e perché no? Anche ad un mantello invisibile.

Ing. Antonino Mitti