UN GRANDE PROGETTO DI FORMAZIONE IN COLLABORAZIONE CON IL CENTRO STUDI ADAM SMITH

Close-up of a graduation cap and a diploma with ribbon

La Pigreco Technology, continua nella sua opera di associazione dedita alla ricerca, alla formazione ed allo studio. In tal senso ha stretto una preziosa collaborazione con il centro studi Adam Smith, con il quale ha condiviso una vasta proposta formativa orientata in gran parte  alla preparazione professionale  ed ha fornito consulenza per la scelta delle metodologie e delle più avanzate ed efficaci tecniche didattiche.Visitate il sito del centro studi Adam Smith:www.centroadamsmith.com

Biblioteca della conoscenza

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Pubblica la tua tesi di laurea o un tuo saggio.

La rivista scientifica “PIGRECO TECHNOLOGY MAGAZINE” vuole dare la possibilità a tutti i ricercatori, di qualsiasi livello, di pubblicare le proprie ricerche.

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Finalità del Progetto
La rivista scientifica “PIGRECO TECHNOLOGY MAGAZINE” vuole dare la possibilità a tutti i ricercatori, di qualsiasi livello, di pubblicare le proprie ricerche. A tal fine è stato avviato un progetto di divulgazione che prevede la pubblicazione di articoli, tesi di laurea o di specializzazione, o report di ricerche, la realizzazione di un archivio consultabile gratuitamente da tutti coloro che fossero interessati all’argomento. Il progetto intende quindi realizzare una sorta di banca dati scientifica, che possa essere una solida base da cui partire per sviluppare nuove ricerche e per favorire la crescita professionale e culturale nel campo della ricerca. Il risultato concreto sarà un archivio consultabile gratuitamente sul nostro sito, con ricerche semplici ed intuitive, attraverlo le quali sarà possibile accedere agli articoli, agli studi e ai risultati di ricerche effettuate da professionisti, dottori e ricercatori.“Mettere a disposizione di tutti la conoscenza è l’unico modo per avanzare nel progresso e nella ricerca.”
Perchè aderire
Aderire è importante
  • Perchè condividere i propri studi favorisce la crescita comune della ricerca;
  • Perchè lo studio e l’impegno di ognuno è un dente di un ingranaggio fondamentale del motore del progresso;
  • Perchè è senza dubbio un importatne occasione per arricchire il proprio curriculum, “π Technology Magazine” è una rivista scientifica legalmente riconosciuta e come tale, pubblicazioni su di essa possono essere considerate titoli e punteggio in numerosi accessi a specifici ambiti lavorativi;
  • Il sito della π Technology è una vetrina interessante per coloro che ricercano personale specializzato in determinati settori. Forse già lavori, forse cerchi un impiego, la pubblicazione dei tuoi studi potrebbe essere la chiave per nuove opportunità;
  • Perchè dimostrare le proprie capacità deve essere un orgoglio, la cultura è sostanza e deve dimostrarsi laddove sembrano contare solo le apparenze.
Come aderire

Se hai una tesi, un’articolo, o un report che ritieni essere d’interesse comune aderisci al progetto in 4 semplici passi.

  • Scarica il modulo di richiesta;
  • Invia il modulo compilato e l’elaborato in formato PDF all’indirizzobibliotecaconoscenza@pigrecotechnology.it, una commissione di esperti lo analizzerà e, se ritenuto valido ti contatterà;
  • Se contattato, e avendo dichiarato la volontà nel modulo di richiesta, sarai iscritto all’albo dei ricercatori della π Technology. L’iscrizione non dà titolo di retribuzione (l’Associazione non è a fini di lucro), non comporta alcun tipo di impegno, potrà essere oggetto di benefit con Enti convenzionati, sarà certificata qualora inserita in curriculum. Il certificato attesterà la partecipazione ad un progetto di ricerca dell’Associazione. L’iscrizione è revocabile in qualsiasi momento mediante una semplice e-mail;
  • Se accettato il tuo elaborato sarà comunque pubblicato, archiviato e tale pubblicazione sarà certificata dalla rivista scientifica per gli usi consentiti dalla legge.

N.B.: Per procedere alla pubblicazione è necessario un piccolo contributo pari a € 150,00 a titolo di rimborso spese (spese burocratiche, di pubblicazione, etc.) da versare solo dopo che l’elaborato sarà stato valutato e ne sarà stata decisa la pubblicazione. L’Associazione non è ai fini di lucro, nessuno “guadagnerà” dal tuo lavoro e non esistono dipendenti retribuiti. Inoltre, per trasparenza, a fine anno saranno pubblicati i bilanci sul sito, a dimostrazione delle spese.In pratica una volta spedita la mail, riceverai una risposta che ti dirà se la tua tesi è stata accettata o scartata; qualora sia stata accettata ti sarà richiesto di procedere con il bonifico per finalizzare la pratica di pubblicazione.

Il Progetto di Ricerca
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BITCOIN, LA CRIPTOVALUTA DEL RISCATTO

Tipo Elaborato: Tesi di Laurea         

Download: il bitcoin, la criptovaluta del riscatto

Autore: Dott. Vitale BATTISTA

L’elaborato ha lo scopo di evidenziare l’impatto delle cripto valute sui mercati finanziari e come queste possono essere utilizzate per scopi illeciti.

Partendo da un confronto e da una stima tra le principali monete alternative, si è proseguiti esponendo nel dettaglio la struttura della principale cripto valuta, ossia il Bitcoin, e come questa abbia influenzato i mercati finanziari.

Nel proseguo dell’elaborato è stato illustrato come il bitcoin possa essere sfruttato per usi illeciti durante un attacco informatico attuato attraverso un malware. A tal proposito sono state designate tutte le fasi che compongono un attacco, ed infine si riportano, a titolo di esempio, alcuni dei più eclatanti casi di speculazioni avente come riscatto la moneta bitcoin.

La tesi si conclude con l’analisi, realizzata con tecniche di Reverse Engineering, del comportamento del malwarewannacray a dimostrazione di come una banale falla di un qualsiasi sistema informatico possa avere effetti “collaterali” sul sistema economico mondiale.

EVENTI

02 Dicembre 2019 – Ore 19.00 – Sala convegni -Roma

Festa del premio Pigrecotechnology 2019.

 

6 Dicembre – Ore 18.00 – Sede Marigliano

Riunione dei soci per la verifica delle attività dell’associazione nell’anno 2019.

 

15 Dicembre – Ore 19.30 – Sede Marigliano

Auguri del Presidente ai Soci

 

natale

 

 

Sistemi anti jamming

Tantissime attività sono oggi condotte con l’ausilio di reti gsm o wireless; si pensi agli impianti antifurto che utilizzano il wi-fi per collegare i sensori alle centraline o trasmittenti radio per avvisare proprietari o agenzie di sicurezza; si pensi ai controllori delle principali aziende di trasporto ferroviario che controllano i biglietti elettronici con dispositivi connessi ai Data Base via etere e così via.

Parallelamente al dilagare dell’impiego dei dispositivi wire-less anche i disturbatori o jammer hanno avuto una crescita esponenziale nel loro sviluppo. Nati quale tecnologia militare oggi sono utilizzati per “disturbare” le comunicazioni fra dispositivi con i fini più “disparati”, si pensi ai vantaggi che potrebbe ottenere un ladro che introddottosi in un appartamento potrebbe mettere fuori uso un impianto di allarme con un semplice interruttore, o al bieco divertimento del teppista del terzo millennio che fa perdere il controllo di un drone al suo pilota, oppure ad una commissione d’esame che lo utilizza per evitare che si possano utilizzare dispositivi elettronici per “barare” in sede di esame.

Il funzionamento di questi dispositivi è alquanto semplice ed è basato sull’emissione di segnali atti a coprire e disturbare le emissioni di segnali radio in determinate frequenze. Più sono le frequenze “disturbabili” dal jammer e più è potente nell’emissione del segnale, più performante è l’apparato. Esistono così jammer dal valore di poche decine di euro fino a jammer professionali utilizzati per lo più dalla Difesa nell’ambito della guerra elettronica di valore ben più elevato.

Molte università e realtà produttive stanno via via affinando una risposta credibile al jamming ipotizzando e provando a mettere sul mercato soluzioni più o meno credibili.

Alcuni apparati che si trovano in commercio moltiplicano l’emissione delle trasmissioni in diverse frequenze, quelle che generalmente non sono coperte dai dispositivi di jamming più comuni e più a basso costo. Tuttavia non tenendo presente le reali capacità del jammer attaccante potrebbero risultare totalmente inefficaci allo scopo.

Recentemente, uno studio molto valido, condotto da uno studente di Ingegneria elettronica della terza Università di Roma ha portato a risultati molto interessanti. Partendo da un’analisi di spettro, è possibile definire sia la potenza che le frequenze d’azione del jammer in funzione. Una volta definite le frequenze “libere” da disturbo, l’apparato, sposta l’emissioni degli apparati rice-trasmettitori nelle frequenze libere o le amplifica fino a coprire il disturbo generato dal jammer.

Di: Dr. Antonio Piscopo

 

 

Il Cervello come un GPS: alcuni neuroni indicano la corretta direzione

neuroni
Scoperti i neuroni “navigatori” che danno la direzione ai nostri viaggi e che ci aiutano a capire quale direzione dobbiamo prendere, per esempio su strade circolari come il grande raccordo anulare di Roma. E’ il risultato di uno studio condotto all’università di Philadelphia e pubblicato sul “Proceedings of the National Academy of Sciences”.I “neuroni della direzione” integrano le informazioni codificate dai già noti “neuroni di posizione” e aiutano a capire il senso, orario o antiorario, di un percorso. Gli esperti, diretti da Michael Kahana, hanno scoperto i “neuroni della direzione” nella corteccia entorinale (EC) che è una parte dell’ippocampo.I neuroni di posizione si trovano anch’essi nell’ippocampo, e aiutano a localizzarci nello spazio. I nuovi neuroni “tom tom”, invece, si attivano espressamente a gruppi ben definiti a seconda della direzione del nostro moto. Gli esperti lo hanno scoperto facendo compiere un viaggio con un ‘taxi-virtuale’ a un gruppo di pazienti con elettrodi impiantati nel cervello.Le correnti registrate dagli elettrodi, impiantati a questi pazienti in preparazione di un intervento di neurochirurgia, mostrano che un gruppo di questi neuroni di direzione si accende quando il taxi virtuale è guidato in senso orario su una strada circolare cittadina; se la guida è in senso antiorario, invece, i neuroni rimangono spenti.Questi neuroni, quindi, insieme a quelli di posizione sono essenziali per muoverci nello spazio e capire se la direzione presa è quella giusta. Di: Dott. Giovanni CAMMARATA

Analisi dei costi di interruzione di energia elettrica

Tipo Elaborato: Tesi di Laurea         

Download: Tesi completa

Autore: Ing. Giambattista di Crisci 

Il settore elettrico italiano è stato oggetto, nell’ultimo quinquennio, di una rapida evoluzione organizzativa, conseguenza del processo di de verticalizzazione attivato nel Paese anche come conseguenza delle direttive europee. Da una struttura fortemente integrata verticalmente il sistema sta evolvendo verso strutture disaggregate, caratterizzate dalla presenza di pluralità di soggetti specializzati nello svolgimento delle differenti attività precedentemente svolte dalle imprese integrate. Contemporaneamente la crescente richiesta di energia e la forte dipendenza da essa, ha messo in evidenza non solo la necessità di migliorare il servizio di ripristino in caso di mancanza di energia elettrica ma, in particolare, gli ingenti costi e danni generati a seguito di blackout o comunque di un’interruzione di elettricità.

Obiettivo di questo lavoro di tesi è di riuscire a determinare il costo medio atteso di un evento di interruzione. Normalmente il costo medio, sia come aliquota derivante dai costi riconosciuti relativi a produzione, trasporto, misura e vendita da parte degli esercenti ovvero i distributori di energia, e definita come “lucro cessante”, sia come aliquota derivante dai danni economici associati alla mancanza di fornitura di energia elettrica da parte dei clienti finali e definita come “costi di utenza” o “danno emergente”.

L’inclusione scolastica: riconoscimenti giuridici, tecniche e problemi applicativi

Tipo Elaborato: Tesi di Master         

Download: Tesi Completa

Autore: Dott. Menna Maria Sterpeta 

L’obiettivo di questa trattazione è quello di esaminare il percorso che la scuola italiana ha intrapreso
per diventare un sistema capace di “prendersi cura” dei diversi bisogni di tutti.
Nel primo capitolo si affronta l’evoluzione normativa della scuola: dall’esclusione al riconoscimento del processo di inclusione.
Il concetto di inclusione ha a che fare con le diversità, con il superamento delle barriere; si occupa di pari opportunità, di diritti umani, di concetti spesso difficili da tradurre in fatti concreti.
Nell’ambito del diritto allo studio e all’istruzione, la Costituzione italiana anticipa di quasi un anno la Dichiarazione Universale dei Diritti Umani (1).
Nell’articolo 33 e soprattutto nell’articolo 34 della Costituzione, si dichiara che la scuola è aperta a tutti.
L’istruzione è considerata come un servizio pubblico fondamentale per poter garantire a tutti e tutte, anche chi parte da condizioni di svantaggio, il pieno sviluppo.
La scuola non può non riconoscere tutti nella loro diversità, facendosi scuola per tutti, scuola su misura dei singoli alunni, quali che siano le loro possibilità formative, che nessuno può diagnosticare in termini assoluti, definitivi, né per l’alunno in situazione di handicap, né per gli altri alunni (2).
Purtroppo, sino alla fine degli anni ’60, l’inserimento scolastico del bambino e del giovane disabile è stato caratterizzato da un approccio prevalentemente medico, con una situazione di diffusa emarginazione e con la creazione di scuole speciali, finalizzate alla correzione del “difetto” conseguente alla minorazione.
Solo con la legge n. 517 del 1977, viene reso effettivo il principio dell’integrazione scolastica dei bambini disabili, attraverso l’eliminazione delle classi “differenziali”.

L’integrazione scolastica garantisce, o tenta di farlo, il rispetto dei bisogni educativi di tutti gli alunni, attraverso la qualità e la flessibilità degli interventi di programmazione, di organizzazione e di didattica (3).
Con la Convenzione ONU del 2007 sui Diritti delle Persone con Disabilità, si procede verso una logica, rispetto alla presenza dei disabili nella scuola, volta all’inclusione. I principi della presente Convenzione evidenziano: il rispetto per lo sviluppo delle capacità dei bambini con disabilità; la piena ed effettiva partecipazione ed inclusione all’interno della società; la non discriminazione (4).
Le ricerche della scienza medica hanno condotto attualmente all’individuazione di disturbi che un tempo non venivano evidenziati: si tratta di ragazzi con disturbi specifici dell’apprendimento scolastico (dislessia, disgrafia, disortografia, discalculia); ragazzi affetti da deficit dell’attenzione/iperattività, che un tempo venivano scambiati per alunni svogliati e negligenti; ragazzi in situazione di svantaggio sociale, culturale, linguistico, con bisogni speciali (BES). Tutti questi esempi rappresentano l’attuale situazione dell’integrazione/inclusione dei ragazzi affetti da disabilità nella scuola e sono la testimonianza di una recente apertura della scuola stessa a nuovi tipi di disagio.
Si delinea così una scuola inclusiva dove il disabile viene considerato come una risorsa, e non come persona portatrice di problematiche alla classe. Relazioni costruite sulla base del riconoscimento delle reciproche diversità, sul rispetto dei limiti dell’altro e sulla volontà di inclusione di ogni forma di diversità nel sistema educativo.
Nel secondo capitolo verranno analizzati gli orientamenti giurisprudenziali in merito alla figura dell’insegnante di sostegno.
L’attenzione verrà posta in particolar modo sulla sentenza n. 80 del 2010 della Corte costituzionale, nella quale si definiscono “irragionevoli” le disposizioni presenti nei commi 413 e 414 dell’art. 2 della legge 244/2007, e se ne dichiara l’illegittimità costituzionale nella parte in cui questi fissano un limite massimo al numero di ore di insegnamento di sostegno, comportando l’impossibilità di avvalersi di insegnanti specializzati in grado di assicurare al disabile grave un concreto miglioramento nell’ambito sociale e scolastico (5).
Si avrà, inoltre, modo di osservare come le conclusioni a cui era pervenuta la Consulta, siano state fondamentalmente recepite dal Consiglio di Stato nella sentenza n. 2231 del 2010.
L’analisi di tali sentenze sarà dunque spunto per esaminare la figura dell’insegnante di sostegno all’interno della scuola italiana, troppo spesso relegato in ruoli assistenziali, pietisticamente materni, o strumento di espulsione dell’alunno disabile dalle normali attività scolastiche, con qualche complicità dei docenti curricolari che lo vedono come un insegnante delegato all’alunno disabile e cioè di “serie B” (6).
La figura dell’insegnante di sostegno è stata prevista dalla legge 104 del 1992 per bambini che hanno un handicap fisico, sensoriale o psichico (incluso il ritardo cognitivo).
I DSA, non essendo un handicap di per sé, ma un disturbo specifico, non rientrano in questa categoria e sono, quindi, regolamentati da un’altra legge: la n. 170 del 2010. Essa non prevede la figura del docente di sostegno per i bambini con DSA, ma strumenti compensativi e misure dispensative, valutazioni ad hoc, personalizzazione del piano di studi.
Nel terzo capitolo si analizzeranno tali misure e strumenti, che aiutano l’alunno con DSA o con altri Bisogni Speciali a ridurre gli effetti negativi del suo disturbo, senza peraltro facilitargli il compito dal punto di vista cognitivo; anzi, l’obiettivo è proprio quello di tutelare il bambino da insuccesso scolastico, con conseguenti ripercussioni.

1 La Costituzione italiana è entrata in vigore il 01 gennaio 1948, mentre La Dichiarazione Universale dei Diritti
dell’Uomo è stata firmata a Parigi il 10 dicembre 1948.
2 U. Tenuta, “Individualizzazione – Autonomia e Flessibilità nell’Azione Educativa e Didattica”, la Scuola, Brescia,
1998.

3 M.I.U.R., Ufficio Scolastico per la Lombardia, “Strumenti d’intervento per Alunni con Bisogni Educativi Speciali e
Organizzazione Territoriale per l’inclusione Scolastica, Concetti Chiave e Orientamenti per L’azione”, Milano,
dicembre 2013.
4 Vgs. In particolare l’art. 3 della Convenzione “Principi Generali”.

5 A. Pirozzoli, “la Discrezionalità del Legislatore nel Diritto all’Istruzione del Disabile”, Rivista dell’Associazione
Italiana dei Costituzionalisti n. 00 del 02.07.2010.
6 D. Ianes, “La Formazione dell’Insegnante di Sostegno”, Centro Studi Erickson e Università di Bolzano

Biopsia del linfonodo sentinella nel tumore della mammella

Sentinel lymph-node biopsy in breast cancer

 

Biopsia del linfonodo sentinella nel tumore della mammella

Dott. Walter Antonelli

Divisione di Chirurgia, Ospedale di Macerata

 

La biopsia del linfonodo sentinella (SLNB) e una metodica innovativa di stadi azione del coinvolgimento linfonodale ascellare nelle pazienti affette da carcinoma mammario; tale metodica si basa sul concetto che attraverso l’identificazione e l’esame istologico del linfonodo sentinella si può stabilire il drenaggio linfatico linfatico dal sito tumorale. Scopo del lavoro e stato quello di valutare l’impatto della biopsia del linfonodo sentinella nel trattamento delle pazienti con carcinoma mammario in fase precoce.

Trecentoquarantuno pazienti con carcinoma mammario in fase iniziale, con diametro < 2 cm (< 3 cm a partire da gennaio 2012) e con linfonodi ascellari clinicamente indenni sono state arruolate per lo studio. Nelle fasi iniziali dello studio è stata impiegata la tecnica radioguidata.

Il linfonodo sentinella e risultato positivo in 108 pazienti (81.7%); in 22 pazienti sono state riscontrate micrometastasi e in un solo caso cellule tumorali isolate. Il numero medio di linfonodi sentinella rimossi e stato di 1.8. In 57 casi su 108 il linfonodo sentinella è risultato essere l’unico positivo (52.8%). La percentuale di recidive ascellari nelle pazienti linfonodo sentinella-negativo è stata dello 0%.

L’accuratezza diagnostica del SLNB nella stadiazione dello stato linfonodale ascellare è stata ormai confermata in numerosi studi. Il tasso di recidiva ascellare è stimato dello O-1.6% in diverse casistiche, mentre varia dallo O al 3% dopo linfoadenectomia ascellare. Nella nostra esperienza non abbiamo osservato recidive ascellari nelle 233 pazienti linfonodo sentinella-negativo (follow-up mediano 33 mesi), a conferma dell’accuratezza della metodica.

 

 

Summary

Sentinel lymph-node biopsy is an innovative method for axillary staging in breast

cancer patients, based on the concept that information about the status of the entire lymphatic drainage from a tumour site could be obtained by identification and sampling of a “sentinel node”.

The aim of the study was to evaluate the impact of sentinel lymph-node biopsy in the management of patients with early invasive breast carcinoma.

Three hundred and forty-one patients with primary invasive breast carcinoma

measuring less than 2 cm (less than 3 cm from January 2012) and clinically negative axillary nodes were recruited into the study.

Sentinel lymph-nodes were positive for metastases in 108/841 cases (31.7%). Micrometastases were found in 22 patients and isolated tumour cells in 1 case. The mean number of sentinel lymph-nodes removed was 1.8 per patient. The sentinel lymph-node was the only positive node in 57 of 108 patients (52.8%). The percentage of axillary recurrence in sentinel lymph-node-negative patients was 0%. The accuracy of sentinel lymph-node biopsy for axillary staging has been confirmed in many studies. Axillary recurrences after sentinel lymph-node biopsy range from O to 1.6% in many series, while axil|ary recurrence after axillary lymph-node dissection is about O-3%. In our experience we observed no axillary recurrences in

283 patients with sentinel lymph-node biopsy alone, with a median follow-up of 33 months, confirming the accuracy of the procedure, and sentinel lymph-node negative patients with sentinel lymph-node biopsy alone are no more at risk for axillary recurrences than those undergoing axillary lymph-node dissection.

 

Introduction

Axillary lymph-node dissection(ALND) has been the surgical standard treatment of the axilla for breast cancer patients for decades.

It provides staging information as well as reducing axillary recurrence.The mammographic screening programs led to an increase in the number of women diagnosed with small primary breast cancer with axillary lymph-nodes free of metastases(l).

Sentinel lymph-node biopsy(SLNB) is an innovative method for axillary staging in breast cancer patients,based on the concept that information about the status of theentire lymphatic drainage from a

tumor site could be obtained by identification and sampling of a

“sentinel node”(2). The technique of SLNB is simple and concerns the

identification and subsequent removal of the initial lymph-nodes upon which primary tumour drains. Histopathological evaluation of these nodes identify patients who are likely to be node negative, avoiding ALND and associated major problems such as pain,restriction of arm motion,neurovascular injury or chronic lymphoedemam (1-3). In the present study, we report our prospective experience from a community-based Breast Cancer Unit.We adopted SLNB as standard procedure for all patients presenting with early invasive breast cancer.

The aim of the study was to evaluate the impact of SLNB in the management of all women with early invasive breast carcinoma.

 

Materials and methods

Between March 2006 and October 2013, 34l patients presenting at our

Institution with primary invasive breast carcinoma measuring less

than 2 cm,(less than 3 cm from January 2012) and clinically negative

axillary nodes were entered into the study Patients who had previous excision of the primary tumor or multicentric lesions were excluded. All patients were informed of the aims of the procedure and signed a consent form at the time of admission. The diagnosis of invasive breast carcinoma was performed by fine needle or core needle biopsy prior to surgery in all cases. The median follow-up was 53 months with a maximum time of 94 months and a minimum follow-up time of 23 months.

Patients characteristics are summarized in Table1. The combined technique using radioactive tracerwas performed to identify SLNB.

A detailed report of both methods used to identify the SLN is entirely

described in a previous trial performed by the Authors (4).In short, on the day before surgery the radioactive tracer was injected peritumour by nuclear medicine physician if cancer was palpable.

Ultrasound or mammographic localization was used for not palpable lesions. Colloidal particles of human albumin (Nanocoll,Sorin Biomedica,Saluggia,Italy) labeled with 300 mCi of 99″‘Technetium

were used as radioactive tracer.A two projection lymphoscintigram

was used to identify any “hot spot” in the draining basin and skin

marks were placed to facilitate axillary incision. Following removal of each node, the gamma probe was placed back into the wound to identify additional sentinel nodes. Suspicious palpable nodes detected during the procedure were excised also. All removed nodes were submitted for definitive histologic evaluation. Complete axillary dissection was performed whereas sentinel nodes contained metastases.

Histological examination of sentinel node was made on a few sections of the specimen such as lymph-nodes of a typical axillary dissection. The number of sectionswas increased, so that it was possible a complete examination of the whole sentinel node to detect micrometastases.

Here is described the techniqueused at our lnstitution. First,the SLN

is sliced at 2 mm intervals perpendicular to long axis. One routine haematoxylin-eosin (H&E) stained section is examined; if negative, serial level slices are performed through each block (two sections for each level,with aspacing of 50 micro between the following levels).One segment for each level is stained with H&E and one is for an additional immuno-histochemical analysis with keratins to compare cluster of histologically suspected cells. This approach offers a good sensitivity for detection of micrometastases and isolated tumoral cells with reasonable costs.

Recently there is a trend toward examining the entire lymph-node at

0.25 mm intervals with keratin,to be sure to detect ITC (isolated tumoral cells).This procedure has the highest rate of specificity(100%),but some controversy exists to accept it as standard protocol because the clinical significance of these occult metastases will be determined by long-term follow-up.For this reason the above mentioned method is not usually employed by the Authors.

 

 

 

Results

The SLNB was identified in 331 of 341 cases,calculating an identification rate of 97% with a false negative rate of 0%. More frequent histotype was ductal cancer (260 cases) ; a lymphovascular invasion was found in 128 patients,while neural invasion in 61.Positiveness for ER was frequent,288 on 332 tested histological specimen; a similar report was recorded for PgR (283 positive cases). HER2/neu overexpression showed the following profile: 180 patients were negative, 30 patients had a 1+ positivity,23 expressed a 2+ positivity and 35 patients had an intense and complete expression (3+).More histological findings are enlisted in Table ll.

SLNs were positive for metastases in 108 of 341 cases (31.7); micrometastases were found in 22 patients and isolated tumoral cells in 1 case.The mean number of SLNs removed was 1.8 per patients. See

Table2 for further nodes characteristics.

The SLN was the only positive node in 57 of 108 patients (52.8%).

The percentage of axillary recurrence in SLN negative patients was

0%.ln our experience after the first 3 years in which SLNB was per-

formed with an admission of 2-3days,starting from 2003 sentinel

biopsy is carried out in Day-Surgery regimen.

 

Discussion

it has been well accepted that the node that receives drainage directly from the primary tumour “sentinel node” — is the first to be involved when lymphatic dissemination occurs (5). SLNB is a minimally invasive surgical procedure that can be easily carried out by experienced surgeons working in experienced teams, after a learning curve of about 20-30 cases and by maintaining experience by performing at least six procedures a month (6-7). If general recommendations regarding the learning curve and the technique are f0llowed,the procedure can be carried out easily by the sentinel node team that include breast surgeon, nuclear medicine physician and pathologist. The accuracy of SLNB for axillary staging has been confirmed in many studies; a review of 2160 patients with breast cancer showed that the radioactive tracer method was able to detect the sentinel lymph-node in 93.6% of cases (range 88%-100%),with a predicted

negative value of 96.6% (range 88%-100%),an accuracy of 96.8% (range 96%-100%),and a false negative rate of 3.8% (range 0-15%).An important data emerging from the review is that the higher the number of evaluated cases, the higher is the accuracy and the lower is the rate of false negative. The learning curve is about 20-30 patients (4). A review of 1219 patients operated for breast carcinoma in the same period proved that blue dyeing was successful to localize sentinel lymph-nodes in 83% of cases (range 66-97%). Predicted negative value was 95% (range of 81-100%),while the accuracy was 93% (ranging from 81% to 100%) and the false negative ratewas7.5% (range of 5-12%)(4).In a previous study performed on 102 patients comparing both methods, the Authors reported that the lymphoscintigraphy had a higher rate of identification of lymphnodes than the patent blue method (97% us 73%); the false negativerates were respectively 0 and 8%; the predicted negative values were 100% and 92% and the accuracy was 100% and 92% (4).

About 30-40% of patients with early breast cancer have positive axillary lymph-nodes, the remaining 60-70% of patients are lymph-node negative and may therefore be overtreated with ALND,with the disadvantage of early and late complications as seroma, pain, limited arm motion, numbness or lymphoedema of the arms (8). Axillary recurrences after SLNB range between 0 and 1.6% in many series (see Table3),while axillary recurrence after ALND is about 0-3%(18). In our experience we observed no axillary recurrence in 233 patients with SLNB alone with a median follow-up of 53 months confirming the accuracy of SLNB and SLN negative patients with SLNB alone are not at risk for axillary recurrences more than ALND.

Anyway the complete knowledge of long-term outcomes of SLNB without ALND must be evaluated with prospective randomised studies. To date there are many trials that are evaluating the recurrence and the survival after SLNB: the European ALMANAC (Axillary Lymphatic Mapping Against Nodal Axillary Clearance)(19), the American NSABP-32 (National Surgical Adjuvant Bowel and Breast Project)(20) and the trial of European Institute

of Oncology (EIO).The latter, per- formed by Veronesi et al,showed

that there are no differences in term of axillary recurrence between patients undergoing SLNB and ALND (14).The other two studies are in the recruitment phase. What has not confidently been determined is the real benefit of further ALND in case of positive SLN. Other studies are currently investigating the need of completion ALND in patients with positive SLNs. The EORTC 10981 AMAROS (After Mapping of Axilla Radiotherapy or Surgery) trial is comparing axillary radiotherapy versus completion ALND in patients with a tumourpositive SLN and hopes to find comparable loco-regional control with less morbidity in the patients treated with axillary radiotherapy (21). The ACSOG Z0011 (American College of Surgeons Oncology Group) trial is randomizing patients with a tumour positive SLNB to ALND and noALND;both groups of patients receive systemic therapy and breast irradiation. Objective of this study is to look for differences in survival, local control and morbidity between two groups (22).

 

Conclusion

Nevertheless the results of prospective randomised trials in terms of

some technical aspects and long term results are not available, we believe that in the hands of an experienced team of professionals (Nuclear Medicine, Surgery and Pathology),SLNB without ALND in negative SLN breast cancer appears to be a safe and reliable procedure to determine nodal status and ensure loco-regional control of the neoplastic disease, as now well reported in the Annual S.Antonio Breast Cancer Symposium 2011 (23).

 

References

  1. Reitsamer R, Peintinger F, Prokop E,Rettenbacher L, Menzel C. 200 sentinel lymph-node biopsies without axillary lymph-node dissection — no axillaiy recurrences after a 3-year follow-up. Br J Surg 2004; 90: 1551-4.
  2. Van dervegt B, Doting MHE, Jager PL, Wesseling J, de Vries J. Axillary recurrence after sentinel lymph node biopsy. EJSO2004; 30: 715-20.
  3. Bonnema J, van de Velde CJH. Sentinel lymph node biopsy in breast cancer.Ann Oncol2002; 13: 1531-7.
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Tabella 1. Characteristics of the 341 study patients

Age 53,45
Range 27-83
Sex
   F 341
   T (clinical)
   1 284
   2 57
Surgical Procedure
   Quadrantectomy 341

 

Tabella 2. Tumor characteristics in 341 patients undergoing

Histotype
 Ductal 260
 Lobular 25
 Ductal and lobular 17
 Others 39
Grading
 G1 31
 G2 197
 G3 113
Lynphovascular Invasion (LVI)
 Yes 128
 No 209
 Not specified 4
Neural Invasion
 Yes 61
 No 275
 Not Specified 5
ER
 Positive 288
 Negative 44
 Not Tested 9
PgR
 Positive 283
 Negative 49
 Not Tested 9
Ki-67
 Positive 161
 Negative 2
 Not Tested 178
HER2/new/overexpression
 0 180
 1+ 30
 2+ 23
 3+ 35

 

Tabella 3. Nodes characteristics in 341 patiente undergoing sentinel

Sentinel Node
N0 233
N+ 108
Average number of sentinel node per patient 1,8
Number of sections of sentinel node analysed
   Average 27,1
   Range 4-72
Micrometastases 22
Isolated tumour cells 1